Debora D’Andrea

Debora
Sottospecie di cantante pseudolatinista, inizia la sua carriera
nell’alto Tavoliere, in Puglia, quando la madre, pur di non vedersela
sempre intorno, la invita a scoprire il teatro. Finisce così in un gruppo
guidato dall’attrice e psicologa (e questo dovrebbe far riflettere) Lucia Biasco.
Trasferitasi nella capitale per l’università, frequenta per due anni
la scuola Teatri Possibili diretta da Corrado d’Elia. Lì conosce il regista
Mauro Maggioni e buona parte di quelli che saranno i componenti
del gruppo teatrale Habeas Corpus Company, con cui negli anni successivi
mette in scena rivisitazioni molto pesanti (in vari sensi) di diversi autori: da Koltès
a Molière, da Beckett a Shakespeare.

Tra i membri del gruppo c’è anche Olivia Papili, con cui continua a zampettare nell’ambiente dopo aver lasciato gli Habeas Corpus.
Partecipa alla messa in scena di Terzo Piano Senza Ascensore, un testo di Olivia Papili liberamente ispirato al Romeo e Giulietta
di Shakespeare, diretto magistralmente da Solimano Pontarollo e prodotto dalla Sycamore T Company.
Per non farsi mancare nulla, frequenta diversi laboratori, tra i quali Ritratti di Tamara Bartolini, in cui scopre che anche recitare
un testo di Murakami può essere una cosa assolutamente naturale.

Canterinamente parlando, muove i suoi primi passi nel salotto di casa, con lo stereo marca Karma e i dischi dei Queen.
In effetti, i primi a scoprire il suo talento sono i vicini che, pur apprezzandolo enormemente (o forse proprio per questo),
invitano la fanciulla ad esibirsi in luoghi più consoni allo spiegamento delle sue corde vocali.
Dopo essere passata attraverso più di una festa scolastica con varie band (a volte il ricordo di quelle esibizioni ancora
la sveglia in piena notte), a Roma scopre che la sua vocazione è la musica “nera”. Entra a far parte di alcune big band
Rhythm & Blues fino a che non viene catturata dalla musica del diavolo: dal 2012 esplora il blues esibendosi a Roma
e nel Lazio con i Blues Farm.

Accanto a tutto questo c’è l’amore per le lettere che l’accompagna sin da bambina. Figlia di un insegnante di filosofia e di una
professoressa di latino e greco, cresce a stretto contatto col mondo classico, con la madre che usa intercalari in latino e con il padre
che le recita il “X Agosto” di Giovanni Pascoli, raccontandole ovviamente la storia che c’è dietro con tutto il corredo di assassini e cavalline
storne. Sceglie quasi naturalmente la facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza: prima un corso di laurea triennale in Letteratura,
Musica e Spettacolo
per alimentare meglio anche le altre due passioni, e poi una specialistica in Lingua e Letteratura
italiana e latina
, discutendo una tesi in Lingua e Letteratura italiana sulla poesia latina di (indovinate un po’) Giovanni Pascoli.

Arrivata a questo punto, dopo le varie vicissitudini che si addicono ad una vita avventurosa, approda alla fondazione
dell’Associazione culturale Crossing Changes, in cui cerca di mettere a disposizione il suo entusiasmo e
tutte le sue conoscenze occupandosi dei corsi in materie letterarie.

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