Olivia Papili

Olivia Papili“Personalità eclettica” è la definizione che si usa quando hai fatto più cose in venti anni che in venti reincarnazioni e quando la risposta alla domanda “che lavoro fai?” non ti rappresenta mai abbastanza. “Multipontentialite” in inglese però suona meglio perché dopo averlo detto puoi dileguarti in attesa che l’altro realizzi che cosa significhi.

A 4 anni scrivevo. Nessuno capiva cosa.
Allora ho iniziato subito con la traduzione.
Il teatro è arrivato a 8 anni con i teatrini di pupazzi di carta disegnata infilati sugli stecchini di legno che i miei genitori dovevano sciropparsi dalla finestra della cucina di mia nonna, e non se ne è mai andato.

Seguono anni di parcheggio volontario in Italia e in Francia. Colleziono due lauree in Letteratura inglese e in Traduzione francese e inglese, una tesi in Studi shakespeariani e cinema con Agostino Lombardo, una in Traduzione letteraria di un romanzo di Vercors dal francese, un master in Mediazione linguistico culturale, due Mio Mini Pony e un confanetto DVD extended edition del Signore degli Anelli.

Dal 2004 al 2009 ho lavorato come traduttrice editoriale e dialoghista per la televisione e il cinema dopo aver rinunciato a un dottorato (mal) pagato in cui avrei soltanto annusato libri facendo finta di avere illuminazioni interpretative interessanti.

Nel 2007 ho frequentato la scuola dei Teatri Possibili di Corrado d’Elia a Roma: ho studiato con il regista Mauro Maggioni in una compagnia autogestita e aiutato a partorire rivisitazioni di classici da Beckett a Shakespeare. La prima traduzione e adattamento teatrale è un Sogno di una notte d’estate con tre Puck e un’Ermia miope. Ne esco nel 2010 con Debora D’Andrea, compagna roditrice con la quale proseguono le avventure puffe nel magico mondo dell’impermanenza teatrale romana. Grazie alla produzione della Sycamore T Company avviene il debutto come autrice in Terzo piano senza ascensore, liberamente tratto da Romeo e Giulietta di Shakespeare (regia di Solimano Pontarollo, attore e regista veronese nonché insegnante stacanovista), in cui riesco anche a recitare una di quelle parti che tutti la cercano e nessuno se la piglia: Giulietta.

Ho studiato con Bruce Myers, Naìra Gonzalez (Odin Teatret), Fausto Paravidino, Giampiero Rappa, Michele Santeramo, Tamara Bartolini, Ippolito Chiarello, Leonardo Capuano e Massimiliano Civica (che ha sopportato il peggio di me per più mesi e soltanto perché pagavo).

La mia ricerca: la comunicazione, la mediazione del detto e non detto da testa a testa, da voci e corpi nello spazio. Come funzioniamo?
C’è un modo per rendere immediato e pulito quello che diciamo, per far risuonare le nostre corde insieme agli altri? A chi raccontiamo?
Ma soprattutto: non c’avevamo proprio nient’altro da fare?

Arriviamo alla fondazione dell’Associazione culturale Crossing Changes, nata tra le colline della Sabina dall’incrocio di identità culturali e territori d’origine diversi. Dal 2016 insegno anche francese alla Scuola Media Statale e ogni giorno invento qualche tecnica didattica per non scivolare insieme ai miei alunni tra le sabbie mobili della formazione statale.

Dopo anni di studi in fitoterapia e medicina tradizionale ayurvedica, affronto un corso professionale di Pasticceria con Andrea di Bellis e produco dolci come se non ci fosse un domani.

Se proprio lo ritieni necessario, puoi seguirmi su Instagram.

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